Posizione // 45°31’42.86″N, 10°56’33.39″E
Superficie // 8.860 mq
Programma // Edificio scolastico
Anno // 2016
Cliente // Ministero dell’ Istruzione
Status // Concorso
Il concorso di idee per la nuova sede dell’Istituto Comprensivo “Emilio Salgari” chiede di immaginare una scuola capace di superare il modello tradizionale, introducendo criteri di innovazione architettonica, bioclimatica, tecnologica e strutturale. La scuola non è più soltanto un luogo di apprendimento, ma un’infrastruttura culturale aperta alla comunità, un presidio sociale che deve dialogare con il territorio e diventare riferimento per l’intera area della Valpolicella.
Il sito di progetto si colloca sul margine orientale del centro abitato di Negrar, affacciato verso sud ed est su un paesaggio di grande pregio: un sistema continuo di vigneti che definisce l’identità agricola e culturale della valle. A nord si trovano edifici residenziali a schiera, mentre a ovest l’area confina con un parcheggio e un giardino pubblico. È un luogo di soglia, dove città e campagna si incontrano, e dove la nuova scuola può assumere il ruolo di cerniera tra le due dimensioni.
Il progetto nasce dall’idea che una scuola media superiore non sia più soltanto un edificio funzionale, ma un vero polo culturale. La presenza di una biblioteca, di spazi per incontri, di laboratori aperti al territorio e di un auditorium destinato anche alla cittadinanza trasforma la scuola in un luogo di riferimento per l’intera comunità. La sua architettura deve quindi essere riconoscibile, capace di segnare il paesaggio e allo stesso tempo di integrarsi con esso.
La nuova sede della “Emilio Salgari” è concepita come un organismo permeabile, attraversabile, trasparente. La relazione tra interno ed esterno diventa un tema centrale: le viste verso i vigneti sono mantenute e amplificate, mentre gli spazi interni dialogano tra loro attraverso superfici vetrate che permettono continuità visiva e didattica. La scuola diventa così affaccio e fondale scenico, parte integrante del paesaggio agricolo che la circonda.
L’edificio è articolato in due corpi distinti ma connessi, che assumono un valore simbolico e funzionale. Il primo, dedicato alle attività aperte al pubblico, ospita l’auditorium, gli spazi sportivi, i laboratori e la segreteria didattica. Il secondo accoglie le aule e gli ambienti destinati all’ampliamento dell’offerta formativa. Attorno a questi volumi si sviluppa un sistema di spazi aperti che definisce un vero e proprio campus: una piazza di ingresso su via degli Alpini, un oliveto, un ciliegeto e un’area di accesso secondaria affacciata sui vigneti.
La distribuzione interna è guidata da una matrice funzionale rigorosa. Gli accessi sono distinti ma interconnessi: da un lato l’ingresso pubblico, che permette l’utilizzo autonomo degli spazi culturali e sportivi; dall’altro l’ingresso scolastico, riservato agli studenti e direttamente collegato alle aule. L’auditorium diventa il punto di incontro tra questi due mondi, un luogo di relazione che estende l’atrio e connette percorsi, funzioni e comunità.
La scuola è pensata come un ambiente flessibile, polifunzionale, accessibile. Gli spazi sono progettati per garantire autonomia di movimento agli studenti, inclusività per le persone con difficoltà motorie e continuità tra attività scolastiche ed extrascolastiche. L’architettura diventa così strumento di partecipazione e apertura.
La luce naturale è il vero materiale costruttivo del progetto. L’auditorium e la palestra sono avvolti da superfici vetrate continue che si estendono dalle pareti alla copertura, garantendo illuminazione diffusa e un rapporto diretto con il cielo e il paesaggio. Le aule, orientate a sud, sono riscaldate dal sole mattutino e si aprono sui vigneti, trasformando il paesaggio agricolo in parte integrante dell’esperienza didattica. Le schermature automatizzate regolano l’irraggiamento e ottimizzano il comfort visivo e termico.
I laboratori sono illuminati prevalentemente dall’alto, attraverso luce zenitale che garantisce uniformità e qualità percettiva. L’intero complesso è progettato secondo i principi dell’architettura bioclimatica: captazione e accumulo del calore, controllo degli apporti solari, ventilazione naturale, isolamento accurato dell’involucro e gestione intelligente del microclima interno. L’obiettivo è ridurre al minimo l’uso di impianti meccanici e raggiungere standard NZEB.
La scuola è realizzata interamente con sistema costruttivo a secco in XLAM, una tecnologia che garantisce sicurezza antisismica, rapidità di esecuzione, sostenibilità ambientale e qualità architettonica. Pareti e solai in legno massiccio incollato a strati incrociati formano una struttura scatolare rigida e robusta, priva di pilastri, capace di distribuire le sollecitazioni in modo uniforme e di resistere al fuoco con prestazioni superiori rispetto ai sistemi tradizionali.
La scelta dei materiali segue una logica di ciclo di vita sostenibile: pietra di Prun per pavimentazioni, legno a vista per le parti strutturali, vetro selettivo per le superfici trasparenti. L’uso di materiali locali riduce l’impatto ambientale e radica l’edificio nel territorio.
La nuova scuola “Emilio Salgari” non è solo un edificio, ma un paesaggio educativo. È un luogo che accoglie, connette, racconta. Un’architettura che si apre alla comunità, che valorizza il territorio, che trasforma il rapporto tra scuola e città. È un polo culturale, un’infrastruttura sociale, un segno contemporaneo che dialoga con la tradizione agricola della Valpolicella e la proietta nel futuro.