Posizione // 29°57’28.63″N, 40°12’9.05″E
Superficie // 34.893 mq
Programma // Servizi Publici
Anno // 2018
Cliente // AACC
Status // Concorso
Collaboratori // Arch. Daniele Morgantini, Arch. Ivan Lomuti, Arch. Livia Morgantini, Arch. Martina Cattarossi, Arch. Filippo Fogolari
Nel tessuto urbano di Skaka, la Dar Al‑Uloum Library occupa una posizione strategica: si trova al centro di un sistema pubblico che comprende la moschea Al Rahmaniyah, le scuole primarie e secondarie e l’hotel Al Nusl. Nonostante questa prossimità fisica, gli edifici oggi risultano isolati, privi di relazioni spaziali e funzionali.
Il progetto della nuova biblioteca nasce dalla volontà di trasformare questa condizione frammentata in un campus pubblico unitario, un luogo capace di connettere funzioni diverse — educative, religiose, culturali — e di offrire alla comunità uno spazio contemporaneo dedicato all’apprendimento, alla socialità e alla vita collettiva.
L’idea guida è costruire un paesaggio pubblico continuo, dove biblioteca, moschea e giardini non siano elementi separati, ma parti di un unico organismo urbano. La biblioteca diventa il cuore sociale del quartiere, la moschea il suo centro spirituale, i giardini il tessuto connettivo che unisce le diverse funzioni.
Il progetto distingue tre sistemi principali, intimamente correlati:
Il progetto conserva e riutilizza il 75% della struttura esistente, riducendo l’impatto ambientale e mantenendo una continuità con la memoria del luogo.
La nuova Dar Al‑Uloum Library è pensata come un luogo intuitivo, leggibile, immediatamente comprensibile dagli abitanti. I percorsi pedonali, ciclabili e di servizio sono organizzati in modo chiaro, garantendo accessibilità, orientamento e sicurezza.
Il paesaggio diventa architettura: i giardini filtrano la luce, mitigano il clima, creano spazi di sosta e di relazione. La biblioteca si apre verso l’esterno attraverso patii, colonnati e superfici ombreggiate, mentre gli spazi interni sono organizzati per accogliere studio, lettura, attività collettive e momenti di quiete.
La sostenibilità è il fondamento tecnico e culturale del progetto. L’architettura integra dispositivi passivi e attivi, reinterpretando tecniche tradizionali in chiave contemporanea.
Mashrabiya
La facciata è caratterizzata da panneli microforati in laterizio, una “mashrabiya” con un rapporto di pieni e vuoti del 30%. Questo sistema: intercetta la luce diretta riducendo l’abbagliamento, diffonde luce indiretta negli ambienti interni, garantisce privacy senza impedire la vista verso l’esterno, riduce il carico termico sulle superfici vetrate. I pannelli sono meccanizzati e permettono di massimizzare l’ingreso di luce naturale negli ambienti interni anche nelle ore serali, oltre a permettere la visibilità degli spazi interni.
Colonnati e spazi ombreggiati
Lobby e porticati in calcestruzzo creano zone d’ombra e migliorano la distribuzione della luce naturale, riducendo la necessità di raffrescamento meccanico.
Earth‑to‑Air Heat Exchanger
Un sistema di scambio aria‑terra convoglia l’aria esterna attraverso condotti interrati, raffrescandola in estate e preriscaldandola in inverno. Questo dispositivo stabilizza le temperature interne e riduce i consumi energetici.
Giardini
La vegetazione è parte integrante del controllo climatico: ombra, evaporazione e superfici permeabili contribuiscono a mitigare le temperature e migliorare il comfort esterno.
Energia solare
Un impianto fotovoltaico in copertura produce l’intero fabbisogno energetico della biblioteca, con un surplus annuo di 1 MWh destinato alla rete.
Grazie a queste strategie, la nuova Dar Al‑Uloum Library raggiunge la certificazione LEED GOLD.
La biblioteca diventa un luogo di incontro tra tradizione e contemporaneità: un’architettura che parla il linguaggio del territorio, reinterpretandolo con strumenti moderni. È un nuovo cuore civico, capace di accogliere studio, preghiera, gioco e comunità in un unico paesaggio condiviso.