Posizione // 41°51’19.64″N, 12°29’38.28″E
Superficie // 34.320 mq
Programma // Riqualificazione Urbana
Anno // 2024
Cliente // Orchidea s.r.l.
Status // Concorso di progettazione
L’area dell’Ex Fiera di Roma è uno dei grandi vuoti strategici della città: un frammento di territorio centrale, infrastrutturato, ma ormai disallineato rispetto alle esigenze contemporanee di Roma. Gli spazi espositivi originari, pensati per un modello fieristico novecentesco, hanno progressivamente perso funzione e intensità d’uso, lasciando in eredità grandi superfici coperte, piazzali impermeabili e un impianto urbano introverso, poco poroso rispetto al tessuto circostante.
Il masterplan per l’Ambito Ex Fiera di Roma nasce all’interno del concorso per la selezione del nuovo assetto complessivo dell’area, con l’obiettivo di trasformare un recinto monofunzionale in un quartiere aperto, misto, permeabile, capace di ospitare residenze, servizi, lavoro, cultura e spazi pubblici di nuova generazione.
L’idea guida è semplice e radicale: passare da “fiera” a “città”. Il recinto fieristico, chiuso e episodico, viene progressivamente smontato a favore di una struttura urbana continua, fatta di strade, piazze, parchi e isolati misti.
Il masterplan lavora su tre azioni principali: Aprire (rompere il perimetro, creare nuove connessioni pedonali e ciclabili, cucire l’area con i quartieri limitrofi), Mescolare (superare la logica monofunzionale, introducendo un mix calibrato di residenze, servizi, lavoro, formazione, cultura), Rinaturalizzare (trasformare superfici impermeabili in paesaggi attivi, spazi verdi, dispositivi ambientali).
La nuova Ex Fiera è pensata come un quartiere attraversabile, non come un oggetto isolato. Una maglia di percorsi pubblici organizza il masterplan, collegando le nuove piazze, i parchi lineari e gli edifici rifunzionalizzati.
I vecchi padiglioni vengono sostituiti con spazi per eventi, cultura e innovazione, hub per il lavoro flessibile e la formazione, attrezzature collettive a servizio non solo del nuovo insediamento, ma dell’intera città.
Le nuove volumetrie si inseriscono organicamente nel tessuto urbano: corpi edilizi più minuti, permeabili, con piani terra attivi, affacciano su spazi pubblici ombreggiati, corti verdi e percorsi pedonali. L’area non è più un “evento” isolato, ma un pezzo di città quotidiana
I principi di sostenibilità ambientale – il risparmio energetico, la riduzione di sostanze inquinanti, il riuso dei beni primari, la ricerca di un maggiore grado di soleggiamento/ombreggiamento e aerazione naturale – hanno guidato la disposizione planimetrica e la progettazione degli edifici, disposti con orientamento nord-est/sud-ovest, consentendo ai nuclei abitativi una doppia esposizione ideale. Tale scelta progettuale consente un doppio grado di benefici: da un lato si ha infatti un’illuminazione naturale pressochè costante per ogni alloggio, dall’altro si facilità il fenomeno di cross-ventilation che, in sinergia con altre tecniche passive di progettazione bioclimatica, consente in raffrescamento estivo degli alloggi.
Sul lato esposto a Nord-Ovest, i venti invernali predominanti sono contenuti dalle alberature che si sviluppano a partire dal margine della via C. Colombo fin ad arrivare a lambire gli edifici che si affacciano sul parco. Tutto ciò implica un vantaggio in termini ambientali tanto quanto in termini economici, con conseguente sgravio delle spese dovute per attività di climatizzazione estive ed invernale.
I nuovi edifici sono progettati considerando i principi della sostenibilità ambientale sulla base dei maggiori protocolli di certificazione energica e ambientale volontari (CasaClima, LEED) e sono realizzati interamente in legno, adoperando strutture intelaiate e tecnologia X-LAM in osservanza dei Criteri Ambientali Minimi (CAM).
La mobilità interna è orientata alla prossimità: percorsi pedonali e ciclabili continui, spazi pubblici senza barriere, integrazione con il trasporto pubblico esistente. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dall’auto privata e trasformare l’Ex Fiera in un nodo urbano accessibile e sostenibile.
Il masterplan non cancella la memoria fieristica, ma la trasforma.
L’Ex Fiera di Roma smette di essere un recinto episodico e diventa un quartiere vivo, capace di funzionare ogni giorno, a diverse ore, per pubblici diversi. Un luogo dove la città può riconoscersi, non solo occasionalmente, ma nella propria quotidianità.