Posizione// 41°53’8.34″N, 12°29’29.65″E
Superficie // 3.450 mq
Programma // Edificio scolastico
Anno // 2020
Cliente // Comune di Roma
Status // Gara pubblica
L’asilo nido San Gregorio sorge all’interno del parco comunale omonimo, un luogo di straordinaria delicatezza ambientale e archeologica. Il complesso originario, costruito nel 1918 come scuola di puericultura, era stato realizzato in legno proprio per rispettare la fragilità del sottosuolo e per inserirsi con leggerezza nel paesaggio del Celio. Oggi, dopo oltre un secolo, l’edificio necessita di una profonda rigenerazione: una parte deve essere demolita e ricostruita, mentre le strutture storiche richiedono un intervento di riqualificazione capace di restituire funzionalità, sicurezza e qualità ambientale.
Il progetto si confronta con un contesto unico: un parco pubblico frequentato da famiglie e bambini, un’area archeologica sensibile, un edificio storico vincolato e un servizio educativo essenziale per la città. La sfida è costruire un’architettura contemporanea che non cancelli la memoria del luogo, ma la rinnovi con rispetto e intelligenza.
La nuova ala dell’asilo nasce come reinterpretazione moderna dei valori originari del complesso del 1918. L’idea è quella di un edificio leggero, permeabile, luminoso, capace di dialogare con il parco e con la storia. La scelta del legno come materiale strutturale non è solo un omaggio alla tradizione, ma una risposta tecnica ed ecologica: il sistema costruttivo in X‑Lam garantisce prestazioni antisismiche elevate, riduce i carichi sul sottosuolo archeologico, consente una cantierizzazione controllata e permette, a fine vita, la demolizione selettiva e il riuso dei componenti.
Gli spazi interni sono organizzati raggruppando le attività in tre sezioni (lattanti, semidivezzi,divezi) collegate ad uno spazio comune polifunzionale.
Ogni sezione mantiene la continuità visiva e la relazione costante con gli spazi esterni. La luce naturale diventa il principale materiale di progetto: entra dalle grandi superfici vetrate, attraversa i corridoi, illumina gli spazi di gioco e costruisce un rapporto diretto tra interno ed esterno.
La nuova ala si integra nel complesso esistente attraverso un sistema distributivo chiaro e leggibile. L’accesso avviene da un atrio centrale, raggiungibile tramite rampe carrabili conformi alle norme sull’accessibilità. Da questo spazio si diramano i percorsi che conducono alle sezioni, agli spazi per il sonno, alle aree igieniche e ai locali di servizio. L’organizzazione interna è pensata per ridurre al minimo le superfici di distribuzione e massimizzare quelle destinate alle attività educative.
Il giardino, elemento fondativo del progetto originario, torna a essere protagonista. Le aree esterne vengono ripensate come estensione naturale delle attività educative: spazi gioco, giardino sensoriale, orto didattico e superfici verdi che ricostruiscono l’unità formale e funzionale del complesso. La scelta delle specie vegetali è guidata da criteri pedagogici, ecologici e sanitari, con particolare attenzione alla sicurezza dei bambini e alla riduzione delle allergie.
L’intervento si sviluppa in un’area caratterizzata da una stratificazione archeologica millenaria. Per questo motivo, la progettazione è preceduta da indagini geofisiche non invasive — elettromagnetiche, magnetiche, GPR — che consentono di mappare il sottosuolo senza alterarlo. Le fondazioni sono progettate come strutture superficiali, in modo da non interferire con eventuali preesistenze.
Il progetto prevede la riqualificazione mediante sostituzione edilizia di un’ala dell’edificio, già oggetto di importante trasformazione rispetto all’edificio originario, che oggi presenta criticità fessurative e strutturali. La demolizione dell’edificio è concepita in maniera chirurgica, utilizzando tecniche controllate che riducono vibrazioni, polveri e rumori, proteggono gli edifici adiacenti e garantiscono la sicurezza dei bambini, del personale e dei frequentatori del parco. L’organizzazione del cantiere è studiata per evitare interferenze con le attività scolastiche che nel frattempo continueranno ad essere presenti negli spazi originari confinanti e per salvaguardare le alberature storiche, prevedendo verifiche di stabilità, potature selettive e percorsi dedicati ai mezzi di lavoro .
Il nuovo edificio è concepito come un green building, dove involucro, impianti e materiali concorrono a costruire un ambiente sano, efficiente e confortevole. L’isolamento termico è garantito dalla stratigrafia delle pareti in X‑Lam e dai pannelli isolanti a sandwich, che migliorano le prestazioni invernali ed estive e aumentano l’isolamento acustico.
La ventilazione meccanica controllata con recupero di calore assicura un ricambio d’aria costante, fondamentale in un contesto educativo per la salute dei bambini. Il riscaldamento radiante a pavimento elimina migliora il comfort ambientale, mentre i pannelli fotovoltaici contribuiscono alla riduzione dei consumi elettrici. L’intero sistema impiantistico è progettato per raggiungere prestazioni NZEB, con un bilancio energetico ottimizzato e una gestione semplificata.
Il nuovo asilo San Gregorio è un progetto che unisce memoria e innovazione. Recupera i valori originari del complesso del 1918 — leggerezza, natura, cura — e li traduce in un’architettura contemporanea, sostenibile e profondamente rispettosa del luogo. È un edificio che non si impone, ma si integra; che non interrompe, ma ricuce; che non consuma, ma restituisce.
È un luogo educativo che diventa paesaggio, un paesaggio che diventa architettura, un’architettura che diventa comunità.