Posizione // 41°53’49.28″N, 12°30’58.29″E
Superficie // 2.700 mq
Programma // Networking
Anno // 2023-2024
Cliente // DiSCo Lazio
Status // Progetto Definitivo+Esecutivo
Nel cuore di San Lorenzo, a pochi passi dalla Città Universitaria, un edificio nato negli anni ’30 per l’Opera Nazionale Maternità e Infanzia attraversa quasi un secolo di trasformazioni: restauri, ampliamenti, sopraelevazioni. Questa stratificazione ha progressivamente offuscato la sua identità architettonica, generando un organismo eterogeneo, funzionalmente obsoleto e inefficiente dal punto di vista energetico.
La nuova rigenerazione restituisce coerenza a questa storia complessa, dichiarando con chiarezza il rapporto tra preesistenza e nuovo e restituendo all’edificio un ruolo pubblico, culturale e sociale.
Il basamento storico (1933–1952) viene mantenuto e rifunzionalizzato mentre la sopraelevazione degli anni ’70, priva di qualità architettonica e inadatta agli standard strutturali ed energetici contemporanei, viene demolita e ripensata come un nuovo volume leggero, performante e riconoscibile.
Questa scelta introduce una distanza critica tra antico e nuovo, rendendo leggibile la storia dell’edificio e affermando un linguaggio architettonico contemporaneo, sostenibile e coerente.
La rigenerazione è guidata da una strategia ambientale integrata, che combina efficienza energetica, comfort e riduzione dell’impatto ambientale.
Il nuovo volume superiore è avvolto da una pelle tecnica che garantisce riduzione dei consumi energetici, controllo del surriscaldamento, eliminazione della condensa invernale, manutenzione minima e conformità ai CAM e ai criteri DNSH del PNRR
La facciata si configura quindi sia come dispositivo ambientale che come elemento identitario.
In copertura l’edificio è dotato di dispositivi tecnologici per il guadagno solare ed il raffrescamento passivo.
Una serra bioclimatica preriscalda naturalmente l’aria da convogliare verso gli ambienti sottostanti in inverno, creando contemporaneamente uno spazio luminoso e protetto per la socialità.
La terrazza ospita anche un tetto d’acqua. Nella stagione invernale una serie di vasche con funzione di massa termica contribuiscono ad assorbire parte del calore solare, rilasciandolo lentamente durante la notte. Il “cappotto liquido” rimane scoperto nelle ore calde per immagazzinare energia e viene coperto da uno strato isolante al calare della temperatura, mantenendo il solaio in una condizione termica favorevole.
Nella stagione estiva il processo si inverte: la massa d’acqua si raffresca durante la notte e viene schermata durante il giorno per impedire il surriscaldamento del solaio.
Questa tecnologia, adatta ai climi temperati e secchi, riduce drasticamente i consumi energetici e le emissioni di CO₂.
Gli infissi sono dotati di schermature orientabili che regolano l’irraggiamento, migliorano il comfort visivo e riducono il fabbisogno energetico per la climatizzazione.
La rigenerazione dell’edificio non è esclusivamente di carattere tecnico, è anche e soprattutto di carattere culturale. L’edificio torna a essere un luogo pubblico, aperto, permeabile, capace di accogliere studenti, associazioni, creativi e abitanti. La nuova forma dichiara la distanza critica tra passato e presente, trasformando una stratificazione confusa in un racconto leggibile.
Il risultato è un hub sostenibile, inclusivo e contemporaneo, un’infrastruttura per la conoscenza che restituisce valore a un frammento di città e ne amplifica il ruolo sociale.